Nessun vessillo su Camelot

Nelle parole la luce degli occhi,
nelle bizze tutta la sua amabilità.
Irriducibile nel cuore e nella meraviglia,
regale e maestosa, principessa e dama regina
intrisa di fiori e fragranze di antichi profumi.
Cuori di cavalieri nobili al suo fianco nei tempi,
sogni di giusto e di bello nei sonni di re e principi.
E io, Lancillotto, cavaliere di tante tavole rotonde,
vittima e carnefice di numerose battaglie
becere, insignificanti, vuote e vane,
ma nudo cuore e nudo amore
solo per te in tutte le vite dei tempi,
non ho più vessilli sulla torre di Camelot,
non ho più lame per la mia durlindana,
magica forse, ma finta, inadeguata e inutile.
E, se non può mai disperdersi o dissolversi
quello che di bello l’Universo ha destinato a noi,
quando esso stesso lo nasconde o lo mimetizza,
fa male da morire, tanto male da scoppiare il cuore.
Resta il calore di un’emozione sincera e forte,
di quella sublimità e di quella purezza
che solo stelle di cielo limpido e incontaminato
sanno trasmettere, così, semplicemente.
Tra le stelle, la più bella. Tu.

@ilcortomaltese

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